zattere per le mamme

...le forze cominciavano a venirmi meno, quando all'improvviso intravidi tra i flutti una zattera ed una mano allungata verso di me...con gli occhi brucianti di salsedine e la bocca piena di acqua riuscii a dire solo uno stentato 'grazie'...

giovedì 20 luglio 2006

Figli della Madonna


Io sono molto fortunata. Per ovvi e manifesti motivi.
Ma io sono anche tanto fortunata per il tipo di lavoro che svolgo e soprattutto per il luogo dove svolgo tale lavoro.
E a tale luogo non posso non dedicare un intero post... ma più in là.
Invece voglio condividere con voi uno strano accadimento.

In questo luogo, che poi è il Complesso Monumentale S.Spirito in Saxia, esiste ancora un antica ruota degli esposti.

Un pò di storia.
Anticamente il termine esposto equivaleva a neonato abbandonato. E purtroppo l'abbandono dei figli indesiderati era comune a tutti i popoli:nell'Egitto come nelle Indie, tra i cartaginesi come tra i persiani.
Presso i romani il padre che non voleva riconoscere un neonato con il rito di levarlo da terra (da cui potrebbe provenire il termine allevare), lo inviava alla 'columna lactaria' affinchè fosse esposto al pubblico,dove lo attendeva la morte per fame o divenire schiavo di chi lo prendeva.
Di qui il termine di esposizione divenuto sinonimo di abbandono e come esposto figlio illeggittimo non riconosciuto da entrambi i genitori.
Solo con l'affermarsi del Cristianesimo nel IV secolo si comincia a parlare di protezione.
E a partire dal VI secolo l'abbandono viene equiparato all'infanticidio.
Da qui l'esigenza di creare i brefotrofi e gli ospizi per i neonati; a Milano il Xenodochio,fondato nel 787.
Solo quattro secoli dopo in Francia ebbe origine la prima ruota degli esposti.
Questo semplice congegno,ideato appositamente per nascondere l'identità di chi abbandonava, consisteva in un cilindro di legno nella cui cavità,attraverso un'apertura, veniva messo il neonato;posto solitamente nel vano di una finestra prospiciente una strada questo cilindro ruotava su un asse verticale e a farlo girare, avvisato dal suono di una campanella,ci pensava o la suora o chi era preposto all'accettazione e doveva dare i primi soccorsi.


Certe volte mi sono detta che non sarebbe stato male ripristinare queste antiche ruote , in maniera tale da non dover più sentire o peggio assistere in TV al ritrovamento di neonati morti nelle buste o vivi per miracolo, ancora adesso,dopo secoli, considerati un errore di calcolo nell'ovulazione, una scopata di troppo o per gioco, il frutto di questa bestia immonda che è l'ignoranza...
Comunque, mi è successo, mentre accompagnavo alcune persone a fare la visita per gli spazi del Complesso, di fare un incontro davvero speciale.
Per dovere di informazione, devo aggiungere che le ruote furono soppresse ufficialmente nel 1923 con il 'Regolamento generale per il servizio di assistenza agli Esposti' del primo Governo Mussolini...eppure...
mentre porto il gruppetto in strada e mostro la ruota, questa vecchietta che era stata in silenzio tutto il tempo, abbarbicata al braccio di una signora non più giovane di lei, mi appoggia piano piano la mano sulla spalla -dacchè mi sposto fino a trovarmici di fronte - e comincia a lacrimare, lente e copiose lacrime da quegli occhi che mi sono rimasti impressi...l'accompagnatrice lesta lesta, forse più vergognosa lei del fatto, le passa il fazzoletto e la signora comincia a parlare:

" Mi scusi ma sono molto emozionata...lei potrà non credere alla mie parole ma io ottantacinque anni fa sono stata abbandonata proprio lì " e indica la ruota...

Immaginate la mia faccia e lo stupore di tutti ad avere una esposta in carne ed ossa!
La sua storia fu che nonostante la ruota del S.Spirito fosse in disuso, l'ospedale invece era in attività; dunque,anche abbandonandola, comunque esisteva la speranza che qualche persona di buon cuore, se ne sarebbe preso cura. E così andò.Adottata da un infermiere e la moglie e cresciuta con altri tre figli naturali ( l'accompagnatrice era la sorella) e pure in ottima salute a quanto ho potuto considerare,la signora aveva da sempre avuto la curiosità di visitare questo strano mezzo di salvezza.
Così, rimasta mio malgrado con poche altre argomentazioni, sono sempre più convinta che essere fatalisti non è da fifoni ma è solo l'aspetto meno tetro e razionale della sfiducia in una divina provvidenza benevola.

2 Comments:

Blogger Panzallaria said...

bellissimo!!!!!!!!!!..............

4:46 PM  
Blogger nandina said...

Gran bella storia!
Davvero!

8:33 PM  

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