zattere per le mamme

...le forze cominciavano a venirmi meno, quando all'improvviso intravidi tra i flutti una zattera ed una mano allungata verso di me...con gli occhi brucianti di salsedine e la bocca piena di acqua riuscii a dire solo uno stentato 'grazie'...

lunedì 20 aprile 2009

Buona fatta Pasqua



A Pasqua tutta la Famiglia Brambilla si è spostata in quel di Assisi.
Stranamente deserta (diciamo) per essere un bel week end festivo. Ma la vicinanza geografica di una città distrutta dal terremoto e l'essere essa stessa ancora memore di tale calamità ha fatto sì che molte persone cambiassero destinazione. Noi siamo stati divinamente.
La cosa che mi ha fatto più pensare positivamente è stato che,al di là di ciò che effettivamente sarà, sono sicura che anche l'Aquila, anche se probabilmente purtroppo solo lei , potrà tornare a risplendere di bellezza, e che bellezza come constatavo ieri nella puntata de Alle Falde del Kilimangiaro.
La Basilica di San Francesco è stata perfettamente ricostruita ed è, che ve lo dico a fà, uno splendore; un pò diversa la situazione della bellissima Chiesa di Santa Chiara che ha perduto per sempre i suoi affreschi e troppo ne passerà prima che i mastri restauratori riescano a ricrearli. Io ci voglio credere. Nun c'ho voglia di essere pessimista e sparare a zero. Un signore di Assisi mi raccontava che molto si deve e si è dovuto al turismo culturale e paesaggistico che non ha mai cessato di essere. Chi sa che non possa essere anche per la situazione abruzzese.

Sono tornata con aria pulita e tersa nelle narici; mia figlia si conferma un'amante delle chiese e delle varie iconografie e ora conosce molto bene la storia di Francesco. Mio marito ha una faccia meno stropicciata. Io c'ho la pizza al formaggio e certe pappardelle al cinghiale ferme all'altezza vita e culotte de cheval (la panza già era in dotazione) ma chicco s'agita s'agita e mi dà l'idea che ha goduto pure lui. Insomma bello. Ogni tanto credo che sia sano togliersi dai cojoni.

lunedì 6 aprile 2009

Terremoto

Cara Giuliana,amica mia, io non sapevo. Non sapevo della tua esperienza diretta del terremoto in Irpinia dell'80. Ho letto il tuo post e la pancia mi si è contratta. Come questa notte.
All'epoca, abitando al quinto piano, a Roma, mio padre, mia madre ed io scappammo via per le scale e rimanemmo, attoniti e storditi, in strada, senza sapere cosa fosse successo, cosa stesse succedendo e cosa sarebbe successo da quel momento. Fu la televisione a chiarire ogni dubbio e a scurire in volto mio padre quando sentì pronunciare Irpinia. Partì immediatamente per il suo paese Nusco, provincia di Avellino. E quello che trovò e apprese è una di quelle cose che ancora oggi lo fanno piangere. E mio padre è un vero duro. Per noi terroni quello del terremoto è un ricordo terribilmente assurdo e assurdamente sempre vivo. Come per i friulani, per gli umbri, per i siciliani rimanendo in abito italico. Stamane è una orrenda realtà per gli abruzzesi.

Come tutte le donne gravide insonni ,questa notte, i lunghi secondi ondulatori mi hanno colta vigile ma di sorpresa, concentrata io a sentire i movimenti del bambino e mi hanno spaventata tantissimo. Era come se qualcuno mi avesse sobbalzata fuori dal letto e il suono sinistro dei binari delle ante del mio immenso armadio scorrevole mi ha fatto appanicare al punto di gridare aiuto aiuto. In mezzo alla stanza, tenendomi il panzone, agitandomi in mezzo a mille pensieri: quando smette? Dove sarà l'epicentro? E mia madre che vive da sola, si sarà spaventata? E se mò mi partono le contrazioni chi me la passa la vasosuprina? Perchè Ste nell'altra stanza non accorre?

Ma io, dopo essermi calmata, mi sono rimessa a letto e mi sono tranquillizzata. Anzi mi sono anche riaddormentata. Che fortuna. Purtroppo a l'Aquila e dintorni non è andata così . Sono davvero addolorata. E prego. E stà giornata cò tutto stò sole oggi mi sembra proprio una bestemmia. Perchè la tristezza è cupa e la natura è stata una cattiva matrigna. E non sono luoghi comuni.

mercoledì 1 aprile 2009

" Disturbo amore? "due anni dopo.


Molla l’olio per le smagliature e vieni qui…madonna quanto sei scivolosa ma dammi un bacio…smettila di sfiorarti il pancione e sdraiati qui accanto a me…chiudi la bocca, non voglio sentirti lamentare che ti senti una balena, che stai ingrassando troppo, che si sono infiammate le emorroidi, stiamo in silenzio…finiscila di togliermi i peluzzi dalla felpa, stai ferma, non riesco a sentirti mia…completamente…sarebbe bello se, ora chiudessi a chiave la porta e cominciassi a toglierti quello che indossi…no, stai tranquilla non tutto…lo sapevo già prima di sposarti…la nudità completa l’hai sempre odiata,devi sempre tenere qualcosa, figuriamoci ora che il tuo corpo è cambiato per fare spazio al nostro bambino…mi basta vedere il tuo fianco, le gambe finalmente scoperte…una spalla nuda…perché è da tempo immemore che non ti fermi…tu non ti fermi mai anche adesso che potresti…ed io non riesco a sentire il ritmo del tuo respiro…perché o parli o racconti o imprechi o ridi rumorosamente o fai schioccare la lingua o sospiri…tutto fuorché il silenzio con me. Ma ora capisco che oggi più che mai l’intimità ti intimidisce (ma tu guarda le parole…) per cui forse adesso preferiresti la nudità dell’anima quella più vulnerabile a quella del corpo…Fammi quello sguardo da gatta che mi piaceva tanto e non lo sguardo di quella che pensa “ma che vole questo c’ho un sacco di cose da fà”…perché se tu solo me ne dessi l’occasione, se solo ti sdraiassi accanto a me, se solo riuscissimo a stare in silenzio per qualche istante, tenendoci le mani e le gambe intrecciate come un tempo, potrei finalmente essere io, l’uomo che ti ha fatto innamorare nuovamente.
L’uomo che sicuramente ti ha trascurata per pensare ad altro; quello che avevi deciso di lasciare per andartene con Micol, via per la tua strada. Quello cancellato,rimosso, per il quale hai fatto scenate di gelosia e scritto miliardi di lettere e bigliettini e che a rileggerli mi sento un ladro perché mi sembra di sbirciare tra le cose di qualcun altro…quello che a fatica ha riconquistato la tua fiducia e di nuovo il tuo amore…allenta quella tua rigidità di chi pensa di dover tenere sempre tutto sotto controllo e guardati in questa foto…sei tu…incinta di Micol, al mare, con lo sguardo sereno di chi è quasi arrivato alla meta. Non come adesso che ti fai mille paranoie, che hai paura …
Io ti amo e lo so che anche tu, dopo Micol e tutto ciò che la riguarda, dopo tua mamma, tuo padre, la gravidanza, le preoccupazioni, il tuo lavoro che sei in procinto di perdere, le tue ansie, , il tuo blog, hai a cuore il nostro amore…però stammi vicino amore...perchè ora che stò per diventare nuovamente padre ho tante paure...ma ce la faremo anche questa volta.

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